Diversificazione filantropica
La diversificazione filantropica è la pratica di allocare le donazioni a più organizzazioni di beneficenza piuttosto che all’unica organizzazione di beneficenza con il più alto valore atteso.
Ci sono forti ragioni prima facie per un donatore “neutrale rispetto al rischio” che cerca di massimizzare il valore atteso della sua donazione, per donare a una sola organizzazione di beneficenza. Se il donatore ritiene che il suo primo dollaro sarà più utile se donato a un a determinata organizzazione, dovrebbe donare anche il secondo dollaro a quell’organizzazione, e così via, fino a esaurire i dollari da donare.1
Tuttavia, ci sono diverse ragioni per cui la diversificazione delle donazioni può essere talvolta giustificata.
In primo luogo, nuove evidenze possono far cambiare idea al donatore sull’organizzazione di beneficenza che può utilizzare più efficacemente la sua donazione.
In secondo luogo, data l’incertezza sull’efficacia delle organizzazioni di beneficenza, donare a più enti riduce il rischio che le donazioni di un donatore abbiano un impatto minimo o nullo. Anche i donatori neutrali rispetto al rischio possono demoralizzarsi quando scoprono che le loro donazioni in beneficenza hanno avuto un impatto molto minore di quello inizialmente atteso.
In terzo luogo, essere un donatore attivo di più organizzazioni di beneficenza può rendere più facile ottenere più informazioni su ciascuna di esse. Ciò è utile per stabilire le priorità delle future decisioni di donazione e per diffondere la notizia ad altri.
In quarto luogo, quando un donatore dona una somma molto elevata, o dona a un’organizzazione di beneficenza molto piccola, la donazione una significativa riduzione dei rendimenti marginali, al punto da non essere più l’opzione con il valore atteso più alto.
Infine, se tutti donano simultaneamente all’organizzazione di beneficenza che ritengono migliore, ciò può significare che la donazione del gruppo è sufficientemente grande da determinare rendimenti marginali decrescenti, portando di nuovo a un risultato subottimale. Quest’ultima ragione evidenzia l’importanza del coordinamento filantropico.
Ben Kuhn (2014) How many causes should you give to?, Ben Kuhn’s Blog, giugno.
Un articolo che considera gli argomenti a favore e contro la diversificazione di un portafoglio di beneficenza.
James Snowden (2019) Should we give to more than one charity?, in Hilary Greaves & Theron Pummer (a c. di), Effective Altruism, Oxford: Oxford University Press, pp. 69–79.