Consequenzialismo
Il consequenzialismo è una teoria normativa secondo la quale la giustezza di un atto è determinata unicamente dalla bontà delle sue conseguenze.
Le distinzioni tracciate in questa sezione sono state adattate da Elements and types of utilitarianism, dove vengono discusse in modo più dettagliato.
Secondo il consequenzialismo diretto, la giustezza di un’azione (o di una regola, di una politica, ecc.) dipende solo dalle sue conseguenze. Secondo questa visione, per determinare l’azione giusta tra un insieme di opzioni praticabili, dovremmo valutare direttamente quale opzione ha le conseguenze migliori. La forma più nota di consequenzialismo diretto è il consequenzialismo dell’atto, che valuta la giustezza delle azioni, e solo di esse, in termini di benessere aggreato che producono.
L’alternativa al consequenzialismo diretto è il consequenzialismo indiretto, secondo il quale dovremmo valutare lo status morale di un’azione (o di una regola, di una linea di condotta, ecc.) indirettamente, in base alla sua relazione con qualcos’altro (come una regola), il cui status è a sua volta valutato in termini di conseguenze.
La visione consequenzialista indiretta più nota è il consequenzialismo della regola, discusso nella prossima sezione.
Il consequenzialismo dell’atto è la versione più conosciuta del consequenzialismo diretto. Il consequenzialismo dell’atto è spesso contrapposto al consequenzialismo della regola, una visione consequenzialista indiretta che sostiene che ciò che rende giusta un’azione è la sua conformità all’insieme di regole che avrebbero le migliori conseguenze utilitaristiche se fossero generalmente accettate o seguite. I filosofi consequenzialisti contemporanei spesso sostengono il consequenzialismo globale, che sottolinea come gli standard consequenzialisti di valutazione morale si applichino a qualsiasi cosa di interesse e non solo agli atti.
Il consequenzialismo massimizzante è l’idea che, all’interno di un qualsiasi insieme di opzioni, l’azione che produce il maggior benessere è giusta e tutte le altre azioni sono sbagliate.
Sebbene questa sia l’affermazione più comune del consequenzialismo, può essere fuorviante sotto alcuni aspetti. I consequenzialisti concordano sul fatto che chi agisce dovrebbe idealmente scegliere l’azione che meglio promuove il benessere generale. È l’azione per cui ha le maggiori ragioni morali. Ma i consequenzialisti non raccomandano di biasimarlo ogni volta che non riesce a raggiungere questo ideale. Di conseguenza, molti consequenzialisti considerano fuorviante considerare le loro affermazioni su ciò che idealmente dovrebbe essere fatto come un resoconto della “giustezza morale” o dell‘“obbligo morale” in senso ordinario.
Il consequenzialismo della soddisfazione, invece, è l’idea che, all’interno di un qualsiasi insieme di opzioni, un’azione sia giusta se e solo se produce sufficiente benessere. Tuttavia, questa proposta presenta alcuni problemi e non ha trovato ampio sostegno. Per capirlo, supponiamo che Sophie possa non salvare nessuno, o salvare 999 persone con un grande sacrificio personale, o salvare 1 000 persone con un sacrificio personale ancora maggiore. Da una prospettiva consequenzialista, vogliamo dire che c’è una buona ragione per salvare 1 000 persone piuttosto che 999; etichettare entrambe le azioni come giuste rischierebbe di ignorare l’importante differenza morale tra queste due opzioni.
Il consequenzialismo scalare, infine, è la visione secondo cui la valutazione morale è una questione di grado: più un atto promuove la prospettiva totale del benessere, più ragioni morali si hanno per compierlo. In questa visione, non esiste una distinzione netta e fondamentale tra azioni “giuste” e “sbagliate”, ma un continuum da moralmente migliore a moralmente peggiore.
Il consequenzialismo oggettivo è la visione secondo cui la giustezza morale di un’azione dipende dal benessere che essa di fatto produrrà. Il consequenzialismo dell’aspettativa, invece, è la visione secondo cui dovremmo promuovere il benessere in aspettativa, in contrapposizione al benessere che un’azione produrrà di fatto. Secondo questa visione, dovremmo scegliere le azioni con il valore atteso più alto. Il valore atteso di un’azione è la somma del valore di ciascuno dei risultati potenziali moltiplicato per la probabilità che quel risultato si verifichi. Quindi, ad esempio, secondo il consequenzialismo dell’aspettativa dovremmo scegliere il 10 % di probabilità di salvare 1 000 vite rispetto al 50 % di probabilità di salvare 150 vite, perché la prima opzione salva 100 vite in aspettativa ( vite) mentre la seconda salva 75 vite attese ( vite).
Il consequenzialismo a singolo livello è la prospettiva secondo cui il consequenzialismo deve essere inteso tanto come un criterio di giustezza quanto come una procedura decisionale. Un criterio di giustezza ci dice cosa serve perché un’azione (o una regola, una politica, ecc.) sia giusta o sbagliata. Una procedura decisionale è qualcosa che usiamo quando pensiamo a cosa fare.
Né gli utilitaristi classici né i consequenzialisti moderni hanno sostenuto il consequenzialismo a singolo livello. Calcolare deliberatamente le conseguenze attese di tutte le nostre azioni è soggetto a errori e rischia di portare alla paralisi decisionale.
Il consequenzialismo a più livelli è l’idea che gli individui dovrebbero seguire regole generali collaudate, o euristiche, piuttosto che cercare di calcolare quale azione produrrà il maggior benessere. Secondo il consequenzialismo a più livelli, seguire, nella maggior parte delle circostanze, una serie di semplici euristiche morali — non mentire, non rubare, non uccidere, ecc — porterà ai migliori risultati complessivi. Spesso dovremmo usare le norme morali e le leggi di buon senso della nostra società come regole generali per guidare le nostre azioni. Seguire queste norme e leggi di solito porta a buoni risultati, perché si basano sull’esperienza della società in merito a ciò che promuove il benessere generale. Pertanto, il consequenzialismo a più livelli considera il consequenzialismo come un criterio di giustezza e non come una procedura decisionale.
Il consequenzialismo globale è la prospettiva secondo cui gli standard consequenzialisti di giusto e sbagliato possono valutare qualsiasi oggetto di interesse, comprese azioni, motivazioni, norme, virtù, politiche, istituzioni sociali e così via.
Il consequenzialismo globale valuta la natura morale, ad esempio, di un particolare tratto del carattere, come la bontà o la lealtà, in base alle conseguenze che quel tratto ha per il benessere degli altri, proprio come il consequenzialismo dell’atto valuta la giustezza delle azioni. L’ampio focus del consequenzialismo globale può aiutare a spiegare alcune intuizioni apparentemente “non consequenzialiste”. Per esempio, permettte di comprendere che la moralità non riguarda solo la scelta degli atti giusti, ma anche il rispetto di certe regole e lo sviluppo di un carattere virtuoso.
Il consequenzialismo ibrido è l’idea che, sebbene si debba sempre promuovere il benessere generale, la qualità morale di uno scopo o di un’intenzione può dipendere da fattori diversi dalla promozione del benessere generale. In particolare, i consequenzialisti ibridi possono intendere la virtù e la meritevolezza di lode in base all’intenzione degli individui di ottenere buoni risultati, in contrasto con la valutazione consequenzialista globale, dove la considerazione rilevante è se le loro intenzioni producono buoni risultati. In questo senso, il consequenzialista ibrido concorda con gran parte di ciò che il consequenzialista globale sostiene. Gli ibridisti ritengono solo che ci sia altro in più da dire.
William MacAskill, Darius Meissner & Richard Yetter Chappell (2023) Elements and types of utilitarianism, Di Richard Yetter Chappell, Darius Meissner & William MacAskill, Oxford.
Jeff Sebo & Tyler John (2020) Consequentialism and nonhuman animals, in Douglas W. Portmore (a c. di), The Oxford Handbook of Consequentialism, New York: Oxford University Press, pp. 563–591.
Walter Sinnott-Armstrong (2003) Consequentialism, Stanford Encyclopedia of Philosophy, 20 di maggio (ultimo aggiornamento: 3 di giugno di 2019).