Mentalità dell’esploratore
La mentalità dell’esploratore si riferisce a una caratteristica che Julia Galef definisce come “la motivazione a vedere le cose come sono, non come vorresti che fossero”a. Galef contrappone la mentalità dell’esploratore alla mentalità del soldato. A differenza degli esploratori, che cercano prove che migliorino l’accuratezza delle loro convinzioni e trattano l’errore come un’opportunità per rivedere il loro modello del mondo, i soldati cercano prove che confermino le loro convinzioni esistenti e trattano l’errore come una sconfitta umilianteb.
Nel suo libro Esploratori e soldati. Vedere le cose come sono e non come le vorremmo, Galef approfondisce i benefici della mentalità dell’esploratore e come coltivarla, dato che le motivazioni, gli ambienti sociali e le identità umane spesso non si allineano perfettamente con la ricerca paziente e deliberata della verità.
La distinzione tra mentalità dell’esploratore e mentalità del soldato è molto simile alla distinzione tracciata dagli psicologi Jennifer Lerner e Philip Tetlock tra pensiero esplorativo e pensiero confermativoc.
Julia Galef (2022) Esploratori e soldati. Vedere le cose come sono e non come le vorremmo, Torino: Codice, p. ix.
Julia Galef (2022) Esploratori e soldati. Vedere le cose come sono e non come le vorremmo, Torino: Codice, p. 14.
Jennifer S. Lerner & Philip E. Tetlock (2003) Bridging Individual, Interpersonal, and Institutional Approaches to Judgment and Decision Making: The Impact of Accountability on Cognitive Bias, a cura di Sandra L. Schneider & James Shanteau, Cambridge University Press, pp. 431–457; Jonathan Haidt (2012) The Righteous Mind: Why Good People Are Divided by Politics and Religion, 1st ed, New York: Pantheon Books, chap. 4.