Pensiero sequenziale
Il pensiero sequenziale e il pensiero a cluster sono due approcci contrastanti al processo decisionale. Holden Karnofsky, che ha introdotto la distinzione, descrive il contrasto così:1
Il pensiero sequenziale prevede che si prenda una decisione sulla base di un unico modello del mondo: si scompone la decisione in una serie di domande chiave, si fa la propria migliore ipotesi su ciascuna domanda e si accetta la conclusione che è implicita nell’insieme delle migliori ipotesi (un esempio eccellente di questo tipo di pensiero è la discussione di Robin Hanson sulla crionica). Ha la forma di: “A, e B, e C … e N; quindi X”. Il pensiero sequenziale ha il vantaggio di rendere altamente trasparenti le proprie ipotesi e convinzioni, e come tale è spesso associato alla ricerca di modi per fare confronti controintuitivi.
Il Pensiero a cluster — generalmente il tipo di pensiero più comune — consiste nell’affrontare una decisione da più prospettive (che potrebbero anche essere chiamate “modelli mentali”), osservando quale decisione sarebbe implicita in ciascuna prospettiva e nel soppesare le prospettive per arrivare a una decisione finale. Il pensiero a cluster ha la forma: “La prospettiva 1 implica X; la prospettiva 2 non implica X; la prospettiva 3 implica X; … quindi, soppesando queste diverse prospettive e tenendo conto di quanta incertezza ho su ciascuna, X”. Ogni prospettiva può rappresentare un modello relativamente grezzo o limitato (ad esempio, “Questo piano sembra simile ad altri piani che hanno avuto cattivi risultati”), oppure un modello altamente complesso; le diverse prospettive vengono combinate soppesando le loro conclusioni l’una con l’altra, piuttosto che costruendo un unico modello unificato che cerca di tenere conto di tutte le informazioni disponibili.
Holden Karnofsky (2014) Sequence thinking vs. cluster thinking, The GiveWell Blog, 10 di giugno (ultimo aggiornamento: 25 di luglio di 2016).